4 domande alla base di un nuovo bisogno formativo

Summer School 2020 – Rete WEEC Italia

LA SCUOLA ESTIVA SI TRASFORMA E PENSA AL FUTURO

Sperimentare metodologie innovative una  “modalità speciale” per rispondere ai nuovi bisogni educativi  e formativi

La Rete WEEC Italia riunisce gli educatori ambientali e i professionisti italiani che si occupano di educazione alla sostenibilità (EAS). Ogni anno organizza una scuola estiva per confrontarsi sulle buone pratiche, condividere riflessioni e conoscenze, aggiornarsi, fare formazione sulle nuove modalità di educare all’ambiente e alla sostenibilità, per sostenersi nell’azione educAttiva.

Nel 2020, ai tempi del coronavirus, la Summer School della Rete WEEC Italia giunge alla sua quarta edizione – dal 24 al 27 agosto. Già prima della crisi pandemica, la rete aveva lanciato un programma formativo incentrato sull’educazione trasformativa e sul futuro. Oggi ci sono grandi difficoltà proprio nell’immaginare il futuro: siamo chiamati ad immaginare qualcosa che non c’è a partire dalla cultura inadeguata e problematica in cui siamo immersi e di cui siamo intrisi, a volte con un senso di impotenza, che può diventare pervasivo e “disattivante”. Perciò educarsi a immaginare il futuro, per creare il futuro, diventa una sfida innanzitutto per chi si occupa professionalmente di educazione alla sostenibilità, prima ancora che per gli utenti..

Ai tempi del Covid-19, viste tutte le contraddizioni del nostro vivere sociale che la situazione di emergenza pandemica ha reso ancora più evidenti, il bisogno di educarsi ed educare a immaginare il futuro è diventato ancora più necessario

La Rete WEEC Italia, volendo mantenere l’attenzione sul tema del futuro, sente oggi più che mai l’esigenza di dedicare il focus dell’edizione estiva alla metodologia dell’apprendimento, e trasforma la Summer School in un’occasione sperimentale e formativa per apprendere noi stessi a come affrontare il presente e come immaginare il futuro, quello prossimo e quello a lungo termine.

Impareremo da noi stessi, innanzitutto, come “fare educazione” mantenendo il distanziamento necessario e trovando una “modalità speciale” per stare insieme e condividere l’esperienza, un po’ in presenza e un po’ a distanza.

Le nuove domande emergenti: educazione in presenza o a distanza?

Le misure di sicurezza adottate per rispondere all’emergenza pandemica hanno creato nuovi bisogni, molto urgenti e forti, per il mondo della didattica e dell’educazione. Inoltre, la quarantena forzata e il distanziamento hanno creato difficoltà e nuove opportunità per chi, come noi, intende il proprio lavoro in un’ottica di rete. Molti enti, organizzazioni e associazioni hanno dovuto ripensare la loro attività in chiave digitale. Tante le domande pedagogiche emerse in questo periodo, nuove sfide che implicano nuovi contesti formativi e modalità di confronto.

  • Come cambia l’interazione e la relazione usando metodologie a distanza?
Nel mondo dell’educazione e del networking, una modalità ormai divenuta usuale è il webinar o la videoconferenza. Ma esistono altri strumenti e piattaforme di cooperative learning che permettono un utilizzo più creativo ed innovativo dell’interazione digitale? Come utilizzare questi strumenti non solo per “tenersi in contatto” ma per “fare comunità”, in modo coinvolgente?
  • Come pensare apprendimento a distanza che non sia mera trasmissione di conoscenze?
L’interazione tramite i dispositivi a distanza rischia di tradursi forzatamente in modalità di insegnamento trasmissivo, lezione frontale e unidirezionale. Se già può essere difficile in presenza ingaggiare gli utenti, con quali tecniche e strumenti è possibile farlo a distanza? Quali buone pratiche e tecniche di ingaggio in questi mesi sono risultate efficaci? Quali rischi e quali errori possiamo onestamente vedere in tutte le attività che di siamo trovati a dover sperimentare?
  • Come affrontare il nuovo rapporto con tecnologie e natura?
Con la didattica a distanza, per gli studenti, i dispositivi “smart” sono passati da essere strumento per uso ricreativo a strumento di apprendimento e di responsabilità. Se prima bambini e adolescenti venivano sgridati perché “troppo attaccati allo schermo”, adesso vengono invece spinti a farne uso continuativo. 

Lo stesso paradosso investe gli educatori, in particolare gli educatori ambientali, che da sempre hanno evidenziato come il rapporto con la natura e le attività outdoor sia imprescindibile. 

Come quindi rapportarsi di fronte a questo paradosso, nel momento in cui è diventato necessario fare educazione ambientale attraverso uno schermo, spesso da casa? Come è cambiato il nostro rapporto con la natura – quella di prossimità e quella solo osservabile a distanza, quella solo desiderata e quella ormai inaccessibile?

  • Come immaginare una nuova relazione educativa, in presenza ma con distanziamento?
Quando torneranno in classe o a fare attività educative, bambini, ragazzi, educatori e insegnanti, dovranno imparare un nuovo modo di stare insieme, con tutti gli accorgimenti necessari per il mantenimento della distanza di sicurezza. Come cambia il setting educativo, dovendo mantenere le distanze? Come la tecnologia di prossimità ci può aiutare a vivere meglio questa inedita scena educativa? Ed è possibile immaginare ancora una unitarietà di gruppo, anche se il gruppo è spazialmente diviso?

Ci siamo fatti queste domande e abbiamo pensato che sia importante provare a rispondere insieme a tutti gli attori dei servizi educativi interessati come noi a sperimentare su di sé i nuovi scenari che siamo chiamati a immaginare e per cui attrezzarsi. 

Di fronte alla scelta tra “rimandare la Summer School in presenza” a quando sarà passata l’emergenza oppure, al contrario, di ritrovarci unicamente per via telematica e tecnologica abbiamo deciso di proporre una  terza opzione, a condizione che il quadro epidemiologico nazionale permetta gli spostamenti tra Regione e Regione.

La Summer School prevista dal 24 al 27 agosto si farà quindi in “modalità speciale”. La Rete WEEC sta lavorando per ripensare al programma in modo da garantire la possibilità di partecipare in presenza con modalità sicure, in spazi distanziati; ma anche di partecipare a distanza, in modalità realmente cooperative e di crescita personale.

Vogliamo dare la possibilità di sperimentare in prima persona le nuove modalità educative che tutti saremo chiamati a sviluppare nei prossimi mesi, il mantenimento delle misure di sicurezza per i partecipanti in presenza e l’utilizzo cooperativo di strumenti digitali innovativi e creativi.

Contattaci o mostra il tuo interesse (senza impegno)

Abbiamo ritenuto che in questo modo lo spirito e la convivialità di una Summer School possa essere mantenuto intatto: nel contesto dell’EAS, fare networking vuol dire proprio mettersi in gioco, e dare vita a nuove metodologie educative, nuovi strumenti, nuovi kit esperienziali per attivare strategie educative e di crescita personale e sociale – di comunità, di territori, di cultura.

Insieme a te vogliamo connettere il locale e il globale per creare realmente sostenibilità nelle comunità educative e nei territori da cui ciascuno proviene..

Se anche tu ti sei posto queste domande e se la proposta ti interessa, scrivi a segreteria@weecnetwork.it o fai una manifestazione di interesse tramite l’apposito contact form nella barra laterale di destra di questo sito (Attenzione: su tablet e smartphone, il contact form si trova al fondo della pagina).

Stay tuned anche su facebook @WEECEducazioneSostenibile per ricevere aggiornamenti!