Franco Calvetti, tra ambiente, linguistica, arte e impegno educativo

di Margherita Bersisa 

“La lingua è il veicolo attraverso cui passano i valori della comunità che la parla”. Una vita dedicata alla rottura degli schemi precostituiti, la ribellione alle imposizioni, quelle sì, indebite; l’opposizione radicata dalle sue valli nel suo sangue ad ogni tipo di fascismo e discriminazione. Franco Calvetti, maestro e direttore didattico, scomparso a dicembre 2017, è stato per lunghi anni un caro amico e un collaboratore di questa rivista.

“La lingua è il veicolo attraverso cui passano i valori della comunità che la parla”

Passando in rassegna la documentazione raccolta da Franco in decine di raccoglitori e faldoni attraverso decenni di lavoro, colgo fra i suoi appunti di fine anni Ottanta questa singola frase come paradigma dell’opera di una vita.

Franco Luigi Calvetti è nato l’otto di giugno del 1939 a Perosa Argentina, nelle valli del Pinerolese, ed è mancato a Vico Equense (Napoli) 27 dicembre 2017 dopo avere trascorso gli ultimi anni tra Pinerolo e la Penisola Sorrentina. Bilingue perfetto italiano/francese, a questa combinazione e a tutto il suo intorno, a 360°, ha dedicato gran parte della sua esistenza. Già dirigente scolastico, fiero Valdese e al contempo sostenitore della laicità, eminente linguista, noto pedagogo e sostenitore dell’insegnamento precoce delle lingue straniere, è stato segretario generale del CIEPB (Centro Internazionale per l’Educazione Bilingue e Plurilingue) di cui è in seguito diventato Membro d’Onore.

Un credo: tutti uguali e sempre con gli ultimi

Nel 1988 è stato insignito del titolo di Cavaliere delle Palme Accademiche Francesi dal Ministro dell’Istruzione Nazionale Lionel Jospin; nel 1995 gli è stata conferita l’onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Cofondatore dell’Associazione Nazionale dei Dirigenti Scolastici ANDIS, Presidente per due mandati della Croce Verde di Perosa Argentina, ha fatto parte per molti anni del Comitato Scientifico della rivista e dell’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro, dedicando grande passione alle tematiche ambientali. Ha collaborato a riviste e periodici di cultura e d’arte, e ha pubblicato numerosi libri per l’infanzia, due raccolte di poesie e un libro di ricordi d’infanzia “Da bambini… Il coprifuoco”. L’ultima sua opera pubblicata è “aColuicheè”, una raccolta di intime preghiere. La rottura degli schemi precostituiti, la ribellione alle imposizioni, quelle sì, indebite; l’opposizione radicata dalle sue Valli nel suo sangue ad ogni tipo di fascismo e discriminazione, il tutto radicato in quel che Fabrizio De André avrebbe riconosciuto come “Rigorosa anarchia interiore”, seppur illuminata dal Dio in cui credeva… Ecco un altro importante lato di Franco, ribelle per principio.

Nelle sue scuole nessuno veniva mai lasciato in disparte

La docenza in Africa, la continua ricerca pedagogica, decenni dedicati all’insegnamento sul campo, sempre ispirati dal suo credo Tutti uguali e sempre con gli ultimi”. Nel 1975, rientrato in Italia si è dedicato con grande passione all’insegnamento nel Circolo Didattico “Casalegno” di Torino promuovendo, con l’allora Direttore Enrico Cavallero ed un gruppo di docenti, una metodologia di insegnamento basata sul principio delle classi aperte, team teaching, sistema di laboratori volta a far emergere i talenti anche degli allievi più in difficoltà, non lasciando mai nessuno in disparte. Con la sua naturale capacità di raccontare e descrivere riusciva a coinvolgere ed attirare l’attenzione di tutti gli allievi, e con la sua splendida voce insegnava loro canzoni in varie lingue. Dopo avere superato il concorso direttivo, diviene Dirigente Scolastico del Circolo “C. Collodi” di Torino ed in seguito di Perosa Argentina, fino al pensionamento.  Per chi scrive è stato per anni un collega, un amico, un fratello e una guida insostituibile con il quale condividere momenti lieti e momenti difficili della vita. Prima indebolito e poi abbattuto da una serie di gravi malanni, si è arreso nella sera del 27 dicembre scorso dopo una lunga battaglia contro la emiparesi invalidante che gli aveva condizionato la vita degli ultimi anni.

Ci mancherà!

 

 

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